Un blog musicale a metà tra il serio e il faceto

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Utente: SigurRos82
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Ho un'anima profondamente rock-blues con psichedeliche propaggini lambite da oceani folk... Disco del mese (novembre): Cesaria Evora - Nha Sentimento (2009)

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mercoledì, 11 novembre 2009
Low Rock

Mark Sandman, Dana Colley e Billy Conway. Chi furono costoro?

Oh yes.

Morphine. At Your Service



Morphine - At Your Service
[Rhino, 2009]



Se dovessi associare i Morphine e la loro musica ad un colore sceglierei certamente il blu, il blu intenso di una notte stellata e senza nuvole.

Morphine, ovvero gli artefici di un ibrido tra jazz, blues e alt-rock, un sound riconoscibilissimo e originale, intriso di fumi oppiacei e di atmosfere da sinistro jazz-club di periferia. Un cantato da crooner tenebroso ma non troppo e un caratteristico basso slide a due corde (talvolta tre) sono i tratti artistici distintivi del leader Mark Sandman, tragicamente stroncato da un attacco cardiaco esattamente dieci anni fa, durante un concerto tenuto a Roma. Alle distorte ed inquiete linee di basso di Sandman si univano, come rispondenti ad uno spettrale disegno, le percussioni di Billy Conway (in alcune occasioni sostituito da Jerome Deupree) e il sax (baritono, tenore e soprano) di Dana Colley.

Una band davvero unica, che ha dato alle stampe cinque album tra il 1992 e il 2000, la cui carriera è stata bruscamente interrotta nemmeno dopo dieci anni di attività (Colley e Conway si unirono successivamente a Laurie Sargent nell'interessante progetto Twinemen).




At Your Service (frase con cui Sandman era solito aprire, in maniera assai arguta, i concerti del gruppo) è una raccolta di materiale live, incisioni inedite e versioni alternative di loro pezzi famosi come Buena, All Wrong e The Night, per un totale di 35 brani spalmati su doppio CD.

Da segnare rigorosamente sulla lista della spesa.

Postato da: SigurRos82 a 18:12 | link | commenti (1)
blues, jazz, rocknroll, morphine, cult bands

domenica, 08 novembre 2009
Silencio, por favor

Volete fare un regalo ad una persona a cui tenete, chiunque essa sia?



Gesto carico d'affetto, quello di donare a qualcuno la musica di Ibrahim Ferrer.

Postato da: SigurRos82 a 17:37 | link | commenti (2)
jazz, buena vista social club, ibrahim ferrer

sabato, 07 novembre 2009
Jade is the girl of the hour...


Gesù Cristo e Maria Maddalena? La versione hippy dei piccioncini Johnny Cash e June Carter? Il fratello segreto di Devendra insieme alla sua nuova fiamma?

Nah. Si tratta di Alex Erbert (già vocalist di Ima Robot) e tale Jade, e sono due dei dodici componenti del maxi collettivo hippy
Edward Sharpe & The Magnetic Zeros.

Hanno da qualche mese debuttato col loro primo album, Up From Below (2009). E francamente non mi capacito...cioè, il disco è uscito in Italia a fine luglio, e negli USA probabilmente anche prima...



Edward Sharpe & The Magnetic Zeros -
Up From Below [2009]

1 40 Day Dream
2 Janglin
3 Up From Below
4 Carries On
5 Jade
6 Home
7 Desert Song
8 Black Winter
9 Come In Please
10 Simplest Love
11 Kisses Over Babylon
12 Brother
13 Om Nashi Me


...e, dato che non vivo sulla luna ed è difficile che mi scappi qualche nome nuovo, mi viene da strabuzzare gli occhi pensando che, quandanche le principali riviste musicali ed i maggiori siti di riferimento ne avessero parlato, non è stata certo dedicata a questo debutto l'attenzione che forse meritava. E no, il motivo non va cercato nel fatto che trattavasi della band preferita del compianto Heath Ledger.

E' il classico album sul quale indie-kids, ascoltatori medi e appassionati di ogni fascia d'età si troverebbero d'accordo. Fresco, arrangiamenti puliti e dalle melodie immediate ma non troppo.

E' un folk-pop intriso di epico romanticismo, di quelli da ascoltare in macchina al tramonto, o seduti accanto al finestrino di un treno. Con la mente che viaggia, la fantasia a briglia sciolta, il cuore che batte e le mani (fredde) che sudano.

Ci sono echi di Dylan (l'incipit di Jade), fiati da desertica frontiera che fanno venire in mente i DeVotchKa (Up From Below, Janglin, Kisses Over Babylon), ed un senso di speranza corale, sincera e appassionata (niente peace and love preconfezionati e frasi fatte), quasi da gospel laico. Difatti l'altro paragone che salta fuori senza nemmeno accorgersene è quello con l'hippy-gospel cosmico dei Polyphonic Spree.

Home avrà anche un testo scontato, ma è una pop-song sublime. In attesa che qualcuno punti l'occhio di bue su di loro, saltelliamo con loro insieme a Dave Letterman.



Postato da: SigurRos82 a 17:18 | link | commenti (5)
folk, pop , psichedelia, edward sharpe and the mangnetic

giovedì, 05 novembre 2009
A suitcase full of heartbeats...

Per la serie, "Musica da consigliare a Tim Burton"...


Dead Man's Bones - Dead Man's Bones [2009]

01. Intro
02. Dead Hearts
03. In The Room Where You Sleep
04. Buried In Water
05. My Body's A Zombie For You
06. Pa Pa Power
07. Young & Tragic
08. Paper Ships
09. Lose Your Soul
10. Werewolf Heart
11. Dead Man's Bones
12. Flowers Grow Out Of My Grave



Sarebbe dovuto essere la colonna sonora di un progetto più ampio (una piece teatrale che parla della storia d'amore tra un mostro ed un fantasma, per la precisione), ed invece questo Dead Man's Bones si presenta come album di canzoni. Da ciò deriva il carattere forse un po', come dire, halloweenianamente tematico del lavoro, che alla fin fine si rivela comunque godibilissimo. Atmosfere e suggestioni gothic, ma, come si può dedurre dalla bizzarra e alquanto buffa copertina (che ritrae i membri della band insieme al coro di bambini del Conservatorio di Silverlake, col quale il disco è stato registrato), si tratta pur sempre di un immaginario poetico, giocoso e solo un poco inquietante. Con titoli come My Body's A Zombie For You e Werewolf Heart, anche i più sinistri Buried In Water, Lose Your SoulFlowers Grow Out Of My Grave acquistano un'aura di quella innocenza tipicamente infantile e assai naif a cui si associano i racconti di mostri, zombie, fantasmi e compagnia esorcizzante (le paure dei più piccoli).

Consiglierei ai due attori titolari del progetto, Ryan Gosling e Zach Shields, di fare uno squillo al Tim di cui sopra. Chissà mai che sia in vena di un Nightmare Before Christmas redux, o di un ritorno de La Sposa Cadavere...

Postato da: SigurRos82 a 15:43 | link | commenti (3)
fantasy, folk, pop , dead man's bones, dead mans bones

mercoledì, 04 novembre 2009
Curioso come 'na scimmia


 
Il mio cult-cartoon del momento (di quando inizio a lavorare alle 10.30, per intendersi). La scimmia che non fa altro che combinare casini, e che di conseguenza non può che starmi simpatica. Con la swingante sigla cantata dal Dr. John!

Postato da: SigurRos82 a 16:39 | link | commenti
trash, cartoon, dr john

London meets L.A.

Mi sono già espressa al riguardo nel post precedente, ma che festa il Bert Jansch intrippato di country-folk di L.A. Turnaround. Un tripudio estatico di fingerpicking (fin qui tutto nella norma), ma anche e soprattutto di pedal steel, suonata dall'eccelso Red Rhodes.


Bert Jansch - L.A. Turnaround
[1974, ristampa 2009]


1. Fresh As A Sweet Sunday Morning
2. Chambertin
3. One For Jo
4. Travelling Man
5. Open Up The Watergate (Let The Sunshine In)
6. Stone Monkey
7. Of Love And Lullaby
8. Needle Of Death
9. Lady Nothing
10. There Comes A Time
11. Cluck Old Hen
12. The Blacksmith

Bonus CD

1. Open Up the Watergate (Alt. Version)
2. One For Jo (Alt. Version)
3. The Blacksmith (Alt. Version)
4. In The Bleak Midwinter



In particolare, credo che di poesie ipnotiche dotate di poteri taumaturgici come Fresh As A Sweet Sunday Morning - la pedal steel che disegna pennellate simili ad una carezza sui capelli, Jansch che quando inizia a cantare mette i brividi - se ne sentano sempre meno in giro.

Postato da: SigurRos82 a 16:02 | link | commenti (5)
folk, bert jansch, folk music, fingerpicking

lunedì, 02 novembre 2009
EthioSonic!


Beh, se The Ex + Getatchew Mekurya sono gli alchimisti resisi artefici di uno degli album che ha segnato questo decennio (Moa Anbessa, 2007), un motivo ci sarà. Anzi, più d'uno, come è facile intuire. Radici piantate nel glorioso passato della musica etiope e rami ben proiettati e tesi verso il futuro, un fusto che sorregge e tiene insieme il tutto, rappresentato da uno spirito affine e da un comune sentire ("Ethiopian music is just like punk-rock!", dice Terry, chitarrista degli Ex).

C'era da aspettarselo, quindi, che anche il DVD che immortala le prove tecniche di questa sorprendente combutta artistica e umana fosse materiale genuino e ribollente. E' splendido assistere al melting pot di idee in studio, con i componenti della storica band anarco-punk olandese che gettano 'cues' e che a loro volta seguono, rapiti, il talento e l'istinto di Getatchew, che vive la musica con tutto se stesso, non solo partecipando con lo strumento, ma anche intonando melodie e lavorando a tempi e ritmiche con una naturalezza disarmante.
Le riprese di studio (30 e 31 marzo 2006) vengono alternate a momenti del concerto di una settimana successivo, registrato in Francia. Ed anche qui, prove tecniche di tripudio prima di suonare in giro per il mondo: Europa, Stati Uniti e persino Addis Abeba. Ne voglio ancora di quella roba qua.

Postato da: SigurRos82 a 17:46 | link | commenti (6)
africa, jazz, rocknroll, ethiopiques, film concerto, the ex, getatchew mekuria

My folking days are (not) over...

Sarà il clima uggioso, sarà che stavo tentando di dare una parvenza di ordine e di senso alla mia sezione 'folk'...ma ieri pomeriggio ho ritrovato con piacere alcune pietruzze splendenti che non avevo il piacere di ascoltare da qualche mese. Leggiadre  Linda Perhacs e Judee Sill, Bert Jansch (con la ristampa di L.A. Turnaround del 1974) fantastico come al solito.



Poi il nuovo Espers me lo ascolto anche, anzi, sto già provvedendo...tuttavia, come spesso mi capita, è questione di priorità

Postato da: SigurRos82 a 12:17 | link | commenti
folk, psichedelia, bert jansch, fingerpicking, judee sill, linda perhacs

mercoledì, 28 ottobre 2009
Cuban Jewish All Star

Roberto Juan Rodriguez - Timba Talmud
[Tzadik, 2009]

Tzadikology

La Hora - 6:21
El Sabor del Shabat - 5:18
Mambo Kitsch (Para Susie) - 2:42
The Son of 2nd Avenue - 7:38
Kids Club Chá-Chá - 4:54
Descarga 1492 - 6:03
Danzonete Emanuel - 4:20
Timba Talmud - 5:42
Havana Shmoltz - 2:32
Babailón! - 5:55
Oran Oran (Homage to Maurice "Papi" el Medioni) - 10:07
Moishe's Lullaby - 4:21
Oyemayá (Para Barack Hussein Obama "Omó" "Ochá") - 10:19



 
Tzadikology è un posto fantastico, una autentica miniera di gemme preziose, non solo zorniane. Se fosse un luogo reale me lo immaginerei come un quartiere meticcio abitato da musicisti che, ora frullando diverse influenze, ora semplicemente accostandole con gusto e umiltà, creano una fetta di mondo unica, vibrante.

Roberto Juan Rodriguez non fu solo il batterista e percussionista di Joe Jackson e dell'incarnazione cubana di Marc Ribot, i Los Cubanos Postizos, ed il suo sito racconta meglio di quanto potrei fare io la storia di questo talentuoso multistrumentista e compositore.

C'è poco da dire e molto invece da sentire in questo
Timba Talmud, disco a dir poco sorprendente. Una sintesi di ritmi cubani e cultura ebraica, musica klezmer a spasso con salsa, boleri e cha-cha-cha; in alcuni frangenti spunta persino, piacevole ed inaspettato, un organetto in odor di sixties andati.

Senza dubbio una delle cose più fresche e al contempo di spessore ascoltate quest'anno.

"There’s always the tear factor in the music, but you can lose yourself. It’s a relief when you dance and let yourself go, when everything’s okay.”
 

Postato da: SigurRos82 a 14:11 | link | commenti (5)
jazz, klezmer, john zorn, buena vista social club, roberto juan rodriguez, roberto juan rodriguez

martedì, 27 ottobre 2009
Lusafrica indeed


Volete ascoltare un disco bello uscito da poco, anzi, non solo bello, ma bello bello bello? Che è in grado di curare tutti i malanni di stagione e non solo?


Cesaria Evora - Nha Sentimento
[Lusafrica, 2009]

 
1. Serpentina 3:31
2. Verde cabo di nhas odjos 4:10
3. Vento de sueste 4:44
4. Ligereza 3:52
5. Zinha 3:35
6. Fatalidade 3:51
7. Esperança di mar azul 4:04
8. Sentimento 4:27
9. Tchôm frio 3:51
10. Noiva de ceu 4:04
11. Holandesa co certeza 3:00
12. Resposta menininhas de Monte Sossego 3:58
13. Mam’ bia é so mi 4:16
14. Parceria e irmandade 4:09

Certi quartieri di Lisbona, a fine agosto, erano tappezzati del viso imperfetto e splendidamente espressivo di questa signora, patrimonio di Capo Verde. Come se non bastasse, qualche tempo fa il padre di una mia amica mi  informò che si era esibita a pochi chilometri da casa mia, a mia totale, frustrante insaputa. Ovviamente reclamizzazione dell'evento pari a zero: e che cacchio, i cartelloni pubblicitari, almeno quelli a carattere "artistico-culturale", dalle mie parti sono quasi interamente dedicati alle fantastiche, imprescindibili e infinite cover band della zona, no? Vi sembra che si possa trovare un posticino per la diva dai piedi scalzi? Maddai, non scherziamo...

Che tristao, Cesaria. Per fortuna ti si può ascoltare almeno su disco. Ed è una delizia.

Postato da: SigurRos82 a 15:21 | link | commenti (6)
africa, cesaria evora