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Nome: FeDz
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Melvins - Nude With Boots (Ipecac, 2008)
L'apparenza inganna. Il cagnolino in copertina pare fragile e innocuo, nudo direbbero i Melvins.
Nudo, sì. Ma con gli stivali.
Come a dire, poca scena e tanta sostanza.
The Kicking Machine: Ci accoglie un'intro che per ritmiche percussive e riff ricorda quasi la Good Times, Bad Times zeppeliniana, poi arriva il cantato possente di King Buzzo, e l'incedere si fa ferocemente hardcore...
Billy Fish: Where did grunge go? Forse non è mai nato (o non è mai morto), ma nel caso in cui - come unione di intenti, di stili e di umori - fosse realmente esistito, allora questo pezzo ne raccoglie pienamente e credibilmente l'eredità...
Dog Island: Chitarroni sludge che evocano suggestioni della Alice della prima ora, e che volendo potrebbero anche far materializzare la presenza aleggiante di un Maynard James Keenan, ospite potenziale di questo incubo claustrofobico di 7.40 minuti. Qua le cose si fanno terribilmente serie...
Dies Iarea: Suonano rintocchi quasi western, con le chitarre a rendere ancor più apocalittica l'atmosfera.
Suicide In Progress: Just what the title says.
The Smiling Cobra: Incazzata e davvero pesante come solo certi Nirvana dentro all'utero riuscirono ad essere...
Nude With Boots: Una batteria in crescendo e poi si va di riff, per il brano più classicamente rock ed orecchiabile del lotto.
Flush: Ci offre un piccolo intermezzo...ai servizi...
The Stupid Creep: Come si dice, breve ma intensa...
The Savage Hippy: Titolo indicativo anche in questo caso, potrebbe a tutti gli effetti rappresentare il grido disperato e disilluso di un selvaggio hippy svegliatosi di soprassalto, e decisamente troppo presto...
It Tastes Better Than The Truth: Quasi una marcia conclusiva, scandita da tamburi ostinati, con urla e chitarre a tessere un tappeto graffiante e spietato...
Sludge, Grunge, Metal, Stoner...diciamo che questo è semplicemente un grande disco rock, probabilmente tra i migliori di questo appena discreto 2008 musicale e, la butto (visto che oso raramente), di questi ultimi 5-6 anni.
Venticinque dischi in venticinque anni di onorata carriera e non sentirli.
Tanto di cappello.
1) E' gente come me a fare la fortuna della case discografiche, altro che "compra bene, compra quando conviene" (del quale tanto mi pavoneggiavo mesi fa da queste parti...). L'altra sera ho preso Paul Weller (22 Dreams), Dr. John (City That Care Forgot), e Willie Nelson/Wynton Marsalis (Two Men With The Blues)...
Oltre agli album di jazz (ché quelli ci tengo ad averli originali, con tutto il loro bel booklet e le loro note) e a quelli dei miei artisti di culto (vari ed eventuali), devo ammettere che mi piace ancora parecchio - troppo direi - acquistare l'oggetto CD, soprattutto se il disco in questione è meritevole (anvedi).
2) Che emozione, Daniele Sepe mi ha commentato il blog! 
3) Conosco gente che sabato prossimo venturo andrà a vedere una cantante italiana toscana, da molti considerata rocker ribelle e dalle non precisate inclinazioni sessuali...gente che ha speso la bellezza di 30 euri più prevendita per assistere allo spettacolo di codesta artista e che generalmente spende 0 euri in musica...

4) Che bello l'ultimo disco del Dottor John, giustappunto. A causa delle mie (inevitabili) lacune musicali ero ancora ferma al Dottore versione Night Tripper di Gris Gris (1968); contrariamente alle mie aspettative questo lavoro tutto dedicato alla sua New Orleans post-Katrina è swingante e funkissimo che manco gli Steely Dan...wow. Capisco che, in quaranta anni di carriera, di acqua sotto i ponti ne sia passata parecchia. Provvederò a colmare il gap da brava lupetta.
5) Sto continuando a riguardare all'infinito il promo della nona stagione di CSI (rigorosamente in lingua originale), e non va mica bene, potrei far crashare la pagina di YouTube...ma l'attesa è stata lunga, quindi me lo sono meritata.
6) Siamo già quasi a settembre, GASP!
7) Mi manca il basket...a proposito, anche se arrivo tardi complimenti a Team USA, che ha giocato a palletta per tutto il torneo olimpico salvo poi essere costretto ad impegnarsi in finale con una Spagna mai doma...mi correggo: complimenti ad entrambe.

8) Il nuovo disco di Vinicio (Capossela, the one and only), dal titolo molto esplicativo Da Solo, uscirà il prossimo ottobre. Si preannuncia come un lavoro sostanzialmente pianistico in cui il Nostro sarà accompagnato da "strumenti inconsistenti", a detta del medesimo...peccato, avrei voluto un altro disco a 360 gradi come Ovunque Proteggi, mio disco dell'anno domini 2006. Ma staremo a vedere.
9) Ho finalmente scoperto, con immenso orrore, chi cazzo è quella Giusy la cui sagoma cartonata mi guarda sempre con quella espressione da sciacquetta al supermercato e alla Feltrinelli...ugh, vomitino.
10) Mi propongo sempre di riascoltare la discografia dei Gun Club e non lo faccio mai. Sciocca che sono...
Auguro a tutti un sereno e swingante sabato sera.
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In questo periodo di rientri, di foto da archiviare, di vacanze da metabolizzare e di impianti stereo che si fondono con la facilità di un gelato dimenticato fuori dal freezer...
...è anche tempo di nuovi ascolti...
Camper Van Beethoven - Popular Songs Of Great Enduring Strength And Beauty (2008)
Le raccolte in genere non mi piacciono, ma visto che non è impresa facile procurarsi materiale dei Camper Van Beethoven (al di là del mitico Telephone Free Landslide Victory) in questo caso ho ceduto. Strepitosi, ironici, da far impallidire la media indie-band odierna targata Sub Pop. Pesca, oltre che dal già citato album del 1985 (e quindi via con gli skinheads al bowling, lo ska di confine e Lassie che va sulla luna), anche dai dischi successivi (in particolare I & III, Camper Van Beethoven, Our Beloved Revolutionary Sweetheart, Key Lime Pie). ZZ Goes to Egypt è geniale, a partire dal titolo. E la loro cover di Pictures Of Matchstick Men (sebbene la formazione non fosse più quella originaria, con il violinista Jonathan Segel sostituito da Morgan Fichter) è a dir poco spassosa. Ah, una curiosità relativa alla compilazione di questa raccolta: un piccolo inconveniente, courtesy of Virgin Records, raccontato da David Lowery in persona:
This collection also features five songs from CVB's critically acclaimed albums on Virgin Records - 1988's Our Beloved Revolutionary Sweetheart and 1989's Key Lime Pie. However, after the band tried to buy back the rights to the original masters for inclusion on Popular Songs, Virgin refused. So CVB have faithfully re-recorded these five tracks for this collection and, in doing so, have not only reclaimed their own music but have given a stiff middle finger to their former label in the process.
Quintorigo - Play Mingus (2008)
Ovvero, il tributo della banda ormai orfana di John De Leo al grande e immenso contrabbassista, arrangiatore e compositore (e pure pianista, tiè) Charles Mingus (ché si incazzava se lo si chiamava Charlie). Detto, stradetto e ridetto, progetti del genere fanno venire le vertigini. Ma credo che in questo caso siano da apprezzare non soltanto l'idea di fondo (che mira a fondere elemento musicale e teatrale) e l'audacia (perchè bisogna avere palle e talento per realizzare una iniziativa di questo tipo), ma anche il risultato. La tracklist è da urlo, ci sono le favole di Febo , i Pitecantropi, le Jelly Roll, le Better Get It In Your Soul, le Goodbye Pork Pie Hat, e una Luisa Cottifogli versione deluxe ad ammaliarci nei pezzi cantati (personal favorite: Oh Lord Don't Let Them Drop That Atomic Bomb On Me).
Lack Of Afro - Press On (2008)
Funk, rock, soul e orchestrazioni per questo interessante progetto del giovane polistrumentista Adam Gibbons. Della serie: i dischi che fanno muovere il didietro alla sottoscritta. Ma non solo, c'è anche spazio per una funky-ballad orchestrale da pelle d'oca, For You. Grazie a Gianluca di Retrophobic per la dritta e per la convincente ed ottima recensione :)
Daniele Sepe & Brigada Internazionale - Nostra Patria E' Il Mondo Intero (2008)
Comprato circa un mese fa, a scatola chiusa, tanto ho appreso che del musicista in questione ci si può fidare. E difatti non mi ha tradito. Progetto - e non è il primo, per il Nostro - multiculturale e multietnico, che vede coinvolti musicisti di diversa nazionalità e che propone sia cover (frammenti di Jaco Pastorius e Weather Report, Gilberto Gil), sia pezzi originali (le contagiose Opa Zupa Zazazà, Un'Altra Via D'Uscita), sia tradizionali rumeni e brasiliani. Tra jazz, rock, samba e salsa, folk dei Balcani, un disco trascinante dall'inizio alla fine, in cui - per stessa ammissione degli autori - la denuncia sociale viene portata avanti, una volta tanto, con sfacciata allegria.
In Ascolto:
Ash Ra Tempel - Schwingungen
Alexander Tucker - Portal
Willie Nelson/Wynton Marsalis - Two Men With The Blues

Ho sette-otto bootleg di concerti di Sufjan, ma questo - ragazzi - li batte tutti. Hands down. Qualità audio fantastica (192 kbps), pochi i rumori del pubblico, e una setlist (ma questo era in un certo senso scontato) praticamente perfetta. Detroit e Chicago come al solito da brividi, The Transfiguration pure, The Man Of Metropolis Steals Our Hearts di una gioia contagiosa, Sister di una magnetica solennità...c'è persino l'inedita, e splendida, Majesty Snowbird...
...ma che ve lo dico a fare?
A-S-C-O-L-T-A-R-E.
ASAP.
1)Intro
2)Sister
3)The Transfiguration
4)The Tallest Man, The Broadest Shoulders
5)Casimir Pulaski Day
6)Dear Mr. Supercomputer
7)Intro Story
8)The Predatory Wasp Of The Palisades Is Out To Get Us!
9)John Wayne Gacy, Jr.
10)Speaking
11)A Good Man is Hard to Find
12)Speaking
13)Majesty Snowbird
14)Speaking
15)Jacksonville
16)Detroit, Lift Up Your Weary Head!
17)To Be Alone With You
18)The Man Of Metropolis Steals Our Hearts
19)Speaking
20)Chicago
21)Encore Break
22)They Are Night Zombies!! They Are Neighbors!! They Have Come Back From The Dead!!! Ahhhhh!!!
Grazie a Dance Hall Hips, che ha postato il file torrent (con autorizzazione del Sufjan Man medesimo) sul suo blog.

Otto euro e novanta. L'imbarazzata e imbarazzante consapevolezza di non averlo mai posseduto originale. La mai sopita passione per gli U2 degli ottanta, e la bruciante malinconia per quel gruppo.
Lo sguardo ancora ignaro e innocente del ragazzino in copertina, acerbo quanto la musica di Boy. C'è un tempo per tutto, e quello di War non era ancora giunto. La Guerra avrebbe inevitabilmente portato con sè Sunday Bloody Sunday, New Year's Day, 40, senza dimenticare quell'Ottobre nel mezzo...e l'espressione del ragazzino non sarebbe mai più stata la stessa.

I Will Follow. An Cath Dubh. The Electric Co.
Le prime avvisaglie di quei Fuochi Indimenticabili di lì a venire.
1) Tor Records: quanto cacchio mi dispiace di non aver potuto spulciare in mezzo a quella vivace accozzaglia di CD nuovi ed usati...chissà quanti bootleg di ex hippy ci avrei trovato...
...ma d'altra parte era ora di mangiare...
2) Il Sidro del Somerset: il mio cuore l'ho lasciato là, nel gift shop dell'Abbazia di Glastonbury, dinanzi a quella mensola colma di meravigliose e capienti (75 cl) bottiglie di sidro (non esattamente quelle della foto, è giusto per dare un'idea)...avrei dovuto dar retta alla mia naturale tendenza all'acquisto e alle mie mani bucate e sbattermene dell'aereo e dell'eventuale posto in valigia...
...ma non c'era granché tempo per pensare, il penultimo bus del ritorno era in arrivo di lì a due minuti e cinquanta secondi...
3) T-Shirt del Glastonbury Rock Festival: perchè, PERCHE' non mi sono fidata delle mie manine e non ho agguantato quella ganzerrima maglietta del Glastonbury Rock Festival ultima edizione, con tanto di arcobaleno? D'altra parte non c'era nemmeno tempo per capire che taglia fosse, men che meno per provarla...visto che ormai mancava un minuto e quaranta secondi all'arrivo del fottutissimo bus!
In compenso, tuttavia...
1) Ora tutti sanno che sono una strega, grazie a questo adesivo che ho acquistato in un fichissimo negozio di cose new-age e appiccicato alla mia auto...

2) Sono la fortunata proprietaria di due foto originali (datate 7 e 8 agosto 2008) di due affascinanti crop circles...

3) Adesso so che significa beccarsi una tosta grandinata sulla crapa proprio quando ci si trova nel punto più lontano di un parco dalle non piccole dimensioni...
Massì, tutto sommato non mi posso lamentare.
In ascolto: Woven Hand - Ten Stones
Skadoosh!


Ma i brani di Carried To Dust che ho ascoltato mi sembrano decisamente più ispirati: un po' pop, certo, ma anche un po' tex-mex con cantato in spagnolo del trombettista e membro della band Jacob Valenzuela. Insomma, le premesse paiono confortanti. Spero davvero non abbiano fatto un altro album alla Beatles, o alla Love... Twink - Ten Thousand Words In A Cardboard Box
(Think Pink, 1970)
Uno dei pezzi di psychedelica che più adoro in assoluto, sebbene l'abum nella sua interezza (suonato con i mitici Deviants) non mi abbia mai convinto fino in fondo. La firma è di quel pazzoide di Twink - al secolo John Charles Alder - batterista, cantante e song-writer dal curriculum a dir poco invidiabile: suonò in S.F.Sorrow dei Pretty Things, fu turnista degli Hawkwind, collaborò con Syd Barrett, fu membro più o meno stabile dei Pink Fairies, e chi più ne ha più ne metta...
...ma soprattutto, ha pestato i tamburi in un disco di psichedelia tanto fondamentale quanto ben poco conosciuto (se non da appassionati, collezionisti e ossessivo-compulsivi come me), e cioè codesto...

Embé? E' ferragosto pure per me, no? 
E, poiché devo ancora riprendermi dal viaggio in Inghilterra, il post sull'omonimo disco dei Tomorrow ve lo beccate...
...no, non tomorrow, ma prossimamente...
Prima di partire vorrei condividere con voi questi (nuovi e meno nuovi) assaggini...
...giusto qualche impressione e pensiero sfuggente buttati lì, in previsione di futuri approfondimenti...
Ry Cooder - I, Flathead (2008): sono un po' perplessa, uno dei miei idoli (Vignola del Mucchio) gli ha affibbiato 3 stellette tendenti a 4...uhm, io mantengo il mio giudizio, anche se devo ammettere che gli ascolti ripetuti gli giovano parecchio...
Bodies Of Water (2008): uno dei nomi più frequentemente accostati a questa band sono gli Arcade Fire...un primo ascolto - distratto, precisiamo - mi ha favorevolmente impressionato ma non portato a strapparmi i capelli...vedremo.
Oneida - Preteen Weaponry (2008): loro sono sempre dei geni, sia chiaro...però le influenze kraute non sono mai state così palesi, sia sul piano della durata dei pezzi (tre brani, dilatati e cosmici), sia a livello di sound...gli Ash Ra Tempel facevano cose del genere una trentina abbondante di anni fa...fate vobis.
Bruce Springtseen - Greetings From Asbury Park (1973): mi pento e mi dolgo, non avevo mai ascoltato prima d'ora l'esordio di Bruce...la scrittura non era ancora epocale come in Born To Run, Darkness On The Edge Of Town e The River...ma che intensità, fiulet...era già ben evidente che il ragazzotto del Jersey aveva un carisma e una stoffa ben superiori alla media, e che poteva tranquillamente ambire a qualcosa di più del titolo di "talentuoso emulo di Dylan"...e poi c'è quella Growin' Up da brividi, uno dei miei pezzi preferiti in assoluto.
Owl Service - A Garland Of Song (2008) : un grazie al mio pusher G.T.
per avermeli caldamente consigliati. Magici, soprattutto se si ama certo folk di stampo tradizionale che guarda ai Fairport Convention ma non solo...come impatto lo trovo paragonabile all'album degli Eighteenth Day Of May del 2006, per rimanere nello stesso ambito musicale. Per la serie: "Dischi piombati nel presente attraverso una misteriosa ed inspiegabile porta temporale".