Un blog musicale a metà tra il serio e il faceto

Eccomi

Utente: SigurRos82
Nome: FeDz
Ho un'anima profondamente rock-blues con psichedeliche propaggini lambite da oceani folk... Disco del mese (novembre): Cesaria Evora - Nha Sentimento (2009)

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

16 horsepower
3ma
acquisti
adam payne
africa
afro-beat
akron family
al kooper
ali farka toure
alice in chains
allman brothers band
amadou and mariam
anne briggs
anthony bourdain
arcade fire
aussie rock
babatunde olatunji
baby grandmothers
ballaké sissoko
basket
beck
bert jansch
bill frisell
birigwa
birra
black joe lewis
black lips
blake/e/e/e
blues
bo diddley
bob dylan
bob hite
bonnie prince billy
bootleg
brasile
brian eno
brightblack morning light
brisingr
british sea power
bruce cockburn
bruce langhorne
buena vista social club
buon 2008
caetano veloso
calcio
calexico
califone
camper van beethoven
carlos paredes
cartoon
castanets
cesaria evora
charles mingus
charlie haden liberation music o
cinema
coa gira nel mio lettore
cob
constellation
cosa gira nel mio lettore
count five
country joe and the fish
cowboy junkies
cream
crosby stills nash
crystal antlers
csi/gsr
cult bands
daniele sepe
danilo gallinari
darby ogill
david letterman
dead man's bones
dead man
dead mans bones
dead meadow
dengue fever
deolinda
department of eagles
devendra banhart
died pretty
dinosaur jr
dr john
driss el-maloumi
dropkick murphys
east of eden
echo & the bunnymen
edward sharpe and the mangnetic
el festival de los viajes
el guincho
electric prunes
elfin saddle
ethiopiques
etran finatawa
fairport convention
fantasy
film concerto
fingerpicking
flamin groovies
flaming lips
fleet foxes
fleetwood mac
folk
folk music
frank zappa
fred neil
frijid pink
funk
funkadelic
gabriele coen
galaxie 500
ganglians
garage
gato barbieri
getatchew mekuria
gilberto gil
glastonbury
gong
goonies
grace slick
grateful dead
grizzly bear
group bombino
group inerane
group doueh
grupo compay segundo
hadouk trio
hala strana
hector zazou
howard shore
howe gelb
howlin wolf
hugh masekela
hypnotic brass ensemble
ibrahim ferrer
il meglio di
impulse records
indiana jones iv
into the wild
io confesso
its only rock & roll
jack casady
janis joplin
jazz
jeff buckley
jefferson starship
jim o rourke
jimi tenor
jimi hendrix
jimi tenor
john coltrane
john de leo
john fahey
john martyn
john williams
john zorn
johnny cash
johnny winter
judee sill
king crimson
klezmer
la mia missione
land of kush
langhorne slim
lars horntveth
lebron james
led zeppelin
lilac wine
linda perhacs
little miss sunshine
live
looking forward to
lord of the rings
lou dalfin
love
marianne faithfull
mark lanegan
masada
meat puppets
megafaun
melvins
michael bloomfield
mike patton
modey lemon
mondo cane
monks
moosebutter
morphine
motorpsycho
moussu t e lei jovents
muddy waters
mudhoney
municipale balcanica
mward
naked city
natale
nba
neil young
neu
new wave
nick drake
nina simone
nomo
odetta
omara portuondo
one day as a lion
oneida
orchestra baobab
orchestre poly rythmo de cotonou
os muntates
os mutantes
oscuro rock acido
paisley underground
paolo angeli
pearl jam
pensieri sconnessi
pentagle
peter walker
pharoah sanders
phish
pine hill haints
pink fairies
pink floyd
pittura
plants and animals
pop
primi vagiti del 2008
psichedelia
quantic and his combo barbaro
quintorigo
radio moscow
radiohead
rage against the machine
rajery
ralfe band
ratatouille ost
robert wyatt
roberto juan rodriguez
roberto juan rodriguez
rock photography
rocknroll
ronin
ruby suns
ry cooder
sanscemo
screaming trees
seun kuti
shelleyan orphan
shit list
sidro
sigur ros
sir richard bishop
sir victor uwaifo
sly stone
sonic youth
soul gospel
soulsavers
spike jonze
spirit
sport
staff benda bilili
stars like fleas
steve von till
stone roses
ststephen
sufjan stevens
super session
sweeney todd
taj mahal
talking heads
telefilm
terakaft
terry callier
the feelies
the alps
the beatles
the black angels
the byrds
the charlatans
the clash
the coral
the decemberists
the ex
the fugs
the good the bad and the queen
the hobbit
the kinks
the moffs
the next next big thing
the pogues
the shins
the sonics
the who
tim buckley
tinariwen
titus andronicus
tolkien
tomahawk
tomorrow
tony allen
toumani diabate
traffic
trash
tropicalia
twink
u2
vacanze
valerio cosi
vinicio capossela
violent femmes
weezer
welcome wagon
wes montgomery
what we made
wilco
willy wonka
wishlist
woodstock
world
world music
woven hand
writing about music
yann tiersen
yo la tengo
yoda
zach de la rocha

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

martedì, 28 ottobre 2008
Flute from the East & Sumerian saxophone

 

East Of Eden - Mercator Projected (1969)

1. Northern Hemisphere
2. Isadora
3.Waterways
4. Centaur Woman
5. Bathers
6. Communion
7. Moth
8. In the Stable of the Sphinx

"This is East of Eden's first LP called Mercator Projected. Take one electric violin which blows rock and Bartòk, add one flute from the East, mix Sumerian saxophone, bass, drums, guitar and liquid word pictures - mark 'East of Eden'.

Gli East Of Eden hanno avuto una lunga carriera, tra gli alti (anzi, altissimi) degli esordi e i (generalmente) bassi successivi. Hanno concepito dischi più strettamente rock, come l'omonimo album del 1971, lavori free-jazz/freak-folk, come l'interessantissimo Snafu del 1970, o cose più fusion-oriented come nella loro produzione successiva.

Ecco, ora premete rewind e dimenticate quanto ho scritto poco sopra.

Il loro debutto, Mercator Projected (1969), è una miscela assolutamente magica e portentosa (direi quasi definitiva) di rock, jazz, folk, ritmi in levare, echi esotici e infinita inventiva. Tanto che la definizione presa dal retro copertina e riportata accanto alla fotina lì sopra è un po' da sboroni, ma calza anche perfettamente a pennello.

Northern Hemisphere ha l'impatto chitarristico di una Aqualung, con il micidiale violino elettrico di Dave Arbus al posto del flauto, strumento che fa la propria comparsa nel pezzo successivo, Isadora, una misteriosa litania che si concede persino ad incredibili intermezzi ska (!).

Waterways parte con un violino spiritato per poi essere catapultata in un epico e acido crescendo di chitarre elettriche, sax e contrappunti di strumenti orientali, che si spengono per lasciare spazio alla chiusura per voce e violino che completa il cerchio, collegandosi all'incipit.

Centaur Woman è un altro brano in cui potenzialmente ci si potrebbe attendere di vedere un Ian Anderson entrare in scena zompettando col flauto alle labbra. Al contrario, il pezzo si trasforma repentinamente in una sorta di hard-boogie - con tanto di armonica, flauti, e sax in odore free - che galoppa furiosamente  verso lidi jazz e improvvisazioni ritmiche. Anche in questo caso l'andamento si mostra circolare, e altrettanto inaspettatamente si ritorna ai forsennati ritmi blues di cui sopra, culminanti in un tripudio di batteria e fiati impazziti.

Bathers è un ammaliante accompagnamento dedicato alle "bagnanti del Lago Balanton", che ci avvolge con una mesmerica e conturbante nebbiolina ("The bathers of Lake Balanton took off their bathing-suits and wetting to the water to the sound of of gypsy flutes")...

Communion ci accoglie con una scarica di suoni distorti, per poi donarci una melodia per flauto incalzante e da pelle d'oca. Ispirato ad un quartetto d'archi di Bartòk - recita il sottotitolo nel retrocopertina - la definirei un'estasi tra il sacro e il profano, non saprei come altro chiamarla.

Moth è un brano epico, retto da percussioni solenni, dai consueti violino elettrico, 'flauti orientali' e 'sax sumeri', con intermezzi vocali tra il cantato e il narrato. Vi si respira un'atmosfera alla Sun Ra fase ethiopic jazz, ma probabilmente è soltanto una mia sensazione a pelle...o forse no?

In The Stable Of The Sphinx inizia fortissimo, con quel piglio rock riveduto e corretto con suggestioni jazz, folk e orientali. Tra accelerazioni e fascinosi momenti di sospensione (all'ombra della Sfinge), il pezzo - interamente strumentale - si dilata meravigliosamente fino a toccare gli otto minuti abbondanti, non perdendosi mai nella mera improvvisazione ma riprendendo abilmente il filo della composizione per riallacciarsi alla parte iniziale. E così facendo chiude potentemente il viaggio.

Disco unico ed irripetibile. 

Postato da: SigurRos82 a 18:42 | link | commenti (16)
east of eden

lunedì, 27 ottobre 2008
She'll carry on through it all...

 

The Stone Roses - Waterfall

(The Stone Roses, 1989)

...she's a waterfall...

Il disco si presenta da solo, arrogante ma al contempo sincero e potente: I Wanna Be Adored.

E così è stato, dalla sua uscita fino ad oggi.

Postato da: SigurRos82 a 16:30 | link | commenti (1)
stone roses

mercoledì, 22 ottobre 2008
Nel paradiso dei calzini, non c'è pena se non sei con me

 

Vinicio Capossela - Il Gigante e Il Mago

(Da Solo, 2008)

"C’è qualcosa nel mondo dello spettacolo che ti salva, ed è che tutto si può fantasticare. Uno può avere creature che l’accompagnano per una vita, e rendono fiaba una storia, come il Gigante e il Mago, creature che hai dentro fino da piccolo e che la strada a volta ti regala se sei pronto per l’incanto. Creature che camminano nel buio e cercano di tenere accesa dentro la fiammella della loro innocenza e della loro umanità, tra apparizioni disumane".

-- Vinicio Capossela

No, non mi sento ancora pronta per scrivere di Da Solo. Disco talmente colmo di riferimenti e citazioni, di storie che sono un'arcobaleno di emozioni, che servirebbero almeno una dozzina di ascolti prima di azzardarsi a dirne qualcosa.

Dunque mi limito a constatare come questo pazzo scatenato, in grado di passare con disarmante naturalezza dall'incantata e fanciullesca poesia di pezzi come Il Gigante e Il Mago e Sante Nicola, alla disillusa e cruda schiettezza de La Faccia Della Terra e Lettere di Soldati, sia riuscito ancora una volta a stupirmi.

 

“Inverno, legna, pianoforte e il tram giallo e crema numero 1 che passa sotto casa e che mi ricordava un po’ San Francisco e il tram sul quale sale Thelonius Monk nella copertina di Alone in San Francisco. Nel disco non c'è l'America leggendaria del West, ma quella desolata dei nostri giorni. Ho voluto l’America come grande scenografia, come un grande teatro vuoto, che sventola la sua resa nel silenzio. La nazione nuova che si era posta a guida del mondo è un grande magazzino, e trasforma tutto, le vite dei suoi cittadini per primi, in mercificazione, in grande distribuzione. Nel ribollire apparente dell’informazione è il suo silenzio senza rimedio. Sventolano sempre bandiere in America, spesso nel silenzio, in ogni angolo ce n’è una. Bandiere che sembrano troppo chiassose mentre sventolano sui funerali dei corpi tornati dall’Iraq, sui campi verdi perfettamente rasati dei cimiteri. Sventolano nel silenzio, rotto dalla fanfara della banda che suona sempre con la grazia sgangherata dell’Esercito della Salvezza. Ho scelto l'inverno come stagione dell’intimità che ti costringe alla resa dei conti arrivato ad una certo punto della tua vita e ti costringe ad uscire dalla clandestinità, quella vissuta con gli amici di sempre”.

Postato da: SigurRos82 a 18:38 | link | commenti (3)
vinicio capossela

martedì, 21 ottobre 2008
Indovina Chi

 

 

Gioco giochetto: calcola il tuo Q.C.M. (Quoziente di Cultura Musicale, noto indice del musicologo tedesco Von Tripponis, che NON è uno dei personaggi della foto). Per farlo devi riconoscere i tre personaggi ritratti nella suppostata fotografia:

Risposta 1: Tiziano Ferro due/tre cure dimagranti fa, Caparezza coi capelli lisci, Jovanotti versione hippy.

Profilo A: Forse stavi cercando la home page dei Negramaro...

Risposta 2: Patrizio Roversi una trentina di anni fa, Gennaro Gattuso versione Sweet Home Mia Calabria, Simona Ventura fra altri tre/quattro trattamenti di chirurgia plastica.

Profilo B: Forse stavi cercando la home page de L'Isola dei Famosi...

Risposta 3: Bob Hite dei Canned Heat, Frank Zappa, Jack Casady .

Profilo C: E CI VOLEVA TANTO?!?

Per la cronoca...

...il fotografo è Jon Sia (noto rock-photographer), che immortalò questi tre pezzi di storia del rock il primo agosto 1969 all'Atlantic City Pop Festival nel New Jersey. Prezzo del cimelio: tra i 550 e i 750 dollari.

Postato da: SigurRos82 a 16:14 | link | commenti (13)
frank zappa, bob hite, jack casady, rock photography

domenica, 12 ottobre 2008
My Head Is Spinnin'...

1) Dopo varie e fantomatiche peripezie, oggi è ricominciato il campionato di basket. Milano (tanto per cambiare quasi completamente rinnovata nel roster) ha esordito con una vittoria in quel di Pesaro, con un grande David Hawkins da 28 puntozzi. Ma quanto mi mancherà il tenero Danilo...sigh.

2) Ho capito che non è il caso di bere la Chimay tappo blu dopo cena quando sei già abbondantemente assonnata.

3) Vorrei dire una bastardata a proposito del nuovo Tv On The Radio, Dear Science, ovvero il nuovo bambolotto con cui ultimamente si stanno baloccando i critici di ogni dove. Ma mi trattengo e dico solo che il debutto di Seun Kuti (yes, l'ultimo dei figli di Fela), Many Things, spaccherebbe il cosiddetto didietro a Tunde Bibimpe o come cribbio si chiama e soci. Ops, mi sa che invece mi è scappata.

4) Wolfgang's Vault è un posticino davvero fantastico: non solo pullula di rock photography da urlo e di magliettine vintage che se potessi me le porterei a casa tutte, ma ha pure un archivio immenso pieno zeppo di bootleg di buona qualità di una miriade di artisti: ovviamente largo spazio è dedicato ai 60/70 (e via con Allman Bros, Dead, Jefferson, CSN, Dylan, Neil Young, etc.), ma non mancano pure le indie-band odierne (come Blitzen Trapper e Fleet Foxes, che dal vivo sono notevoli, e parecchi altri) . Certo, il tutto è per la maggior parte ascoltabile soltanto in streaming installando un programmino e dopo una rapida e gratuita registrazione; tuttavia, è previsto il download - sempre free - di alcuni show. Praticamente la versione virtuale e rock della Fabbrica di Cioccolato.

 

5) Non ci sono parole per descrivere il ventaglio di emozioni che l'ascolto di Buena Vista Social Club: Live At Carnegie Hall, New York, July 3rd 1998 mi sta regalando. Che persone fantastiche dovevano essere Ibrahim e compari. Più lo sento e più mi rendo conto di come questa musica appartenga ad un'altra dimensione, fatta di una qualità e di una intensità che non sono di questo mondo. Ditemi che non solo a  me parte l'ancheggio spontaneo sulle note di El Cuarto De Tula, o che non sono l'unica a provare un brivido lungo la schiena quando inizia Chan Chan. O a commuovermi quando Ibrahim Ferrer e Omara Portuondo intonano, in un modo che rasenta il sublime, Silencio.

6) Posso dire che Facebook, nonostante l'idea carina e innocua di base, è secondo me una gran cazzata?

Saluti sonnacchiosi a todos.

Postato da: SigurRos82 a 18:36 | link | commenti (10)
trash, basket, pensieri sconnessi, birra, buena vista social club, seun kuti

giovedì, 09 ottobre 2008
Canzone allo Specchio

The Good, The Bad & The Queen - Green Fields (Live)

GREEN FIELDS

(The Good, The Bad & The Queen, S/T, 2007)

I wrote this song years ago
Late at night
Somewhere
On the Goldhawk road
I was never sure how or why

Before the war and the tidal wave
Engulfed us all , it's true
How the world has changed
And I was learning how to change with you

We saw the green fields turn into stone such lonely homes
All in a badman's dream he isn't awake it's a dream

In the darkest hour
The song had gone
It passed among people I hardly knew
And I was loosing it all the time
She stayed with me and found me out and above all things I've learned
It's the honesty that secures the bond in the heart

We saw the green fields turn into stone such lonely homes
All in a badman's dream he ain´t sleep' it's a dream

 

 

 LAST SONG 

(Marianne Faithfull, Before The Poison, 2005)

Lost his own, taken down
all his songs
till his all alone
and all our love was harmed
'cept for you

I'm only young, favourite son
say you tried, take it back
to where you belong
and all the things you say
still untrue

We saw the green fields
turn into homes
such lonely homes
We saw the green fields
turn into homes
such lovely homes

Do what you want to do!

I was digging up, sorting out,
only to built a song alone
till you came along
but all my love was there
just all for you
And in the darkest time
we crossed the line
made a song
cause all the talk was wrong
and all you ever won
can still be true

We saw the green fields
turn into homes
such lonely homes
We saw the green fields
turn into stone
such lonely homes

We saw the green fields
turn into homes
such lovely homes
We saw the green fields
turn into stone
such lonely stone

Now all my love is out
It's just for you

It's not a love song
It's the last song for you

Un pezzo che lega due dischi che amo molto, scritto da Damon Albarn, interpretato nel primo caso dallo stesso Damon, e nel secondo da Marianne Faithfull. Testo diverso, arrangiamento più essenziale il primo, più orchestrale il secondo, e quella che era nata come Last Song - scritta appositamente da Albarn per Before The Poison (2005) della ex musa Jaggeriana - è diventata Green Fields.

Rese molto personali e peculiari, quella di Damon più lieve, quella di Marianne più sofferta e ricca di pathos, ma entrambe ugualmente toccanti. E quando una canzone mi prende così intensamente e mi fa accapponare la pelle che manco a gennaio inoltrato...significa che, per quanto mi riguarda, si profilano almeno due possibilità:

1) è la classica canzone da ascoltare appena svegli la mattina

2) è il classico pezzo a cui lasciarsi andare prima dell'apocalisse

Credo che il titolo originale, Last Song, lasci già intuire a quale delle due alternative ci troviamo di fronte in questo caso.

P.S.: avrei voluto uploadare il pezzo in versione Marianne, visto che su YouTube non si trova...ma ho esaurito la banda (eh)...

Postato da: SigurRos82 a 18:29 | link | commenti
the good the bad and the queen, marianne faithfull

mercoledì, 08 ottobre 2008
And there are no truths outside the Gates of Eden...

 

Bob Dylan - Gates Of Eden

(Bringing It All Back Home, 1965)

Of war and peace the truth just twists
Its curfew gull just glides
Upon four-legged forest clouds
The cowboy angel rides
With his candle lit into the sun
Though its glow is waxed in black
All except when 'neath the trees of Eden

The lamppost stands with folded arms
Its iron claws attached
To curbs 'neath holes where babies wail
Though it shadows metal badge
All and all can only fall
With a crashing but meaningless blow
No sound ever comes from the Gates of Eden

The savage soldier sticks his head in sand
And then complains
Unto the shoeless hunter who's gone deaf
But still remains
Upon the beach where hound dogs bay
At ships with tattooed sails
Heading for the Gates of Eden

With a time-rusted compass blade
Aladdin and his lamp
Sits with Utopian hermit monks
Side saddle on the Golden Calf
And on their promises of paradise
You will not hear a laugh
All except inside the Gates of Eden

Relationships of ownership
They whisper in the wings
To those condemned to act accordingly
And wait for succeeding kings
And I try to harmonize with songs
The lonesome sparrow sings
There are no kings inside the Gates of Eden

The motorcycle black madonna
Two-wheeled gypsy queen
And her silver-studded phantom cause
The gray flannel dwarf to scream
As he weeps to wicked birds of prey
Who pick up on his bread crumb sins
And there are no sins inside the Gates of Eden

The kingdoms of Experience
In the precious wind they rot
While paupers change possessions
Each one wishing for what the other has got
And the princess and the prince
Discuss what's real and what is not
It doesn't matter inside the Gates of Eden

The foreign sun, it squints upon
A bed that is never mine
As friends and other strangers
From their fates try to resign
Leaving men wholly, totally free
To do anything they wish to do but die
And there are no trials inside the Gates of Eden

At dawn my lover comes to me
And tells me of her dreams
With no attempts to shovel the glimpse
Into the ditch of what each one means
At times I think there are no words
But these to tell what's true
And there are no truths outside the Gates of Eden

Postato da: SigurRos82 a 17:31 | link | commenti
bob dylan

lunedì, 06 ottobre 2008
La Rabbia Pulsa Ancora

 

One Day As A Lion - S/T (E.P., 2008)

  1. Wild International
  2. Ocean View
  3. Last Letter
  4. If You Fear Dying
  5. One Day As A Lion

 

 

Mi è venuta la scimmia degli E.P. ultimamente, che ci volete fare?

Chi si nasconde dietro a questo unico giorno da leone? Ma sì, dai che lo sapete, visto che è da un po' che la cosa ronza nell'aria fra gli addetti ai lavori...vi dò un aiutino: il titolare di questo progetto è colui che, qualche anno fa, sciorinava rap ostinato e politicizzato nel mezzo di una hard-rock band, mandando direttamente affanculo le tristi quanto inutili band nu-metal imperanti in quel periodo. Massì, quello dell'Impero malvagio, delle battaglie losangeline, del disco con in copertina il monaco che si appicca fuoco...

BINGO! E' proprio il nuovo progetto di Zach De La Rocha (da poco reduce da un reunion tour con gli ex sodali Rage Against The Machine) e di Jon Theodore, ex batterista dei Mars Volta.

Il loro sito ufficiale si premura di specificare che, mentre Theodore pesta i tamburi, De La Rocha si occupa del canto/rap e delle tastiere...TASTIERE? Sì, perchè qua di basso e, soprattutto, chitarra (quella incendiaria di Tom Morello) non si trova traccia. Il che non può che essere un limite, è inevitabile. Però l'apparato regge bene e fa la sua tellurica figura, tanto che non si direbbe affatto che si tratta di un duo.

Non c'è la furia propulsiva di certi RATM (i tempi sono diversi, e l'epocalità di certe proposte sonore ovviamente non può essere la stessa), e siamo più dalle parti di Evil Empire a mio modo di vedere. C'è una certa (eccessiva?) omogeneità di fondo, però l'impressione è che gli ascolti non possano che fare bene a questo mini-album, non imprescindibile ma ad ogni modo un discreto antipasto prima di un'uscita sulla lunga distanza (dalla quale, si capisce, mi aspetto qualcosa in più).

Postato da: SigurRos82 a 20:30 | link | commenti (4)
rage against the machine, zach de la rocha, one day as a lion

domenica, 05 ottobre 2008
Fathers of the Nuggets

Count Five - Psychotic Reaction (1966)

 

 

La Nuggettata per eccellenza? Secondo me sì. Non è una rasoiata come The Witch dei Sonics o come I Had Too Much To Dream (Last Night) degli Electric Prunes. Non ha la genialità conturbante di una You're Gonna Miss Me (chiaro, i 13th Floor Elevators sono stati band di tutt'altra levatura e di ben maggiore impatto). E forse non possiede nemmeno lo status di culto di una Magic Potion degli Open Mind, o di una I Can Take You To The Sun dei Misunderstood.

Ma Psychotic Reaction riesce ad immortalare un'era, e non è poco. Non sarà la Mia Bicicletta Bianca del Domani, ma quelle improvvise accelerazioni sono quasi una prima intuizione di punk.

Da cantare tutti insieme durante le gite al mare e ai monti: "Uh-oh, little girl, psychotic reaction. And it feels like this!"

 

Postato da: SigurRos82 a 16:12 | link | commenti
garage, oscuro rock acido, count five