Un blog musicale a metà tra il serio e il faceto

Eccomi

Utente: SigurRos82
Nome: FeDz
Ho un'anima profondamente rock-blues con psichedeliche propaggini lambite da oceani folk... Disco del mese (novembre): Cesaria Evora - Nha Sentimento (2009)

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venerdì, 27 febbraio 2009
Don't be afraid...they're back!

Akron/Family - Of All the Things

(Live On Fox Rox, 18-01-2007)

Akron/Family - Awake

(Live @ Treehouse Records, Minneapolis, 11-03-2006)

E' un vero peccato che siano rimasti in tre...

Ad ogni modo life goes on, e quindi, prossimamente nelle vostre orecchie,...

...

Akron/Family - Set 'Em Wild, Set 'Em Free [2009]

Postato da: SigurRos82 a 14:26 | link | commenti
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martedì, 24 febbraio 2009
Morning Prayer

 

Valerio Cosi - Collected Works

(Porter Records, 2008)

  1. I Wanna Be Free
  2. Making Love In Lhasa
  3. Silver Stars And Golden Moon
  4. Harmonia Raag
  5. Hoboland
  6. Ngoko
  7. Lovely Blue Cream
  8. Interstellar Trane
  9. Mozambico
  10. Love Is Everywhere

A questo punto è inevitabile che mi procuri anche Heavy Electronic Pacific Rock (2008). Vabbè, ma riprendiamo dal comincio. O inizio.

Questo tizio qua dal nome buffo, Valerio Cosi, è un musicista poco più che ventenne, amante di un certo modo di intendere ed interpretare il jazz (siamo più o meno dalle parti del Faraone Sanders, dei coniugi Coltrane più free e di un particolare sentire cosmico SunRaiano).

Collected Works è una raccolta dei lavori solisti del sassofonista, risalenti al periodo 2005-2008, licenziata dalla sua nuova etichetta, la americana e prestigiosa Porter Records (un nome, una garanzia),

Non è proprio un viaggio in uno spazio interstellare, piuttosto una dolcezza alla Thembi immersa in condimenti ritmici e rumoristici che vanno a lambire anche territori krauti/electro.

I Wanna Be Free è una specie di assalto avant-garde jazz in cui tamburi e percussioni riecheggiano sin dai primi istanti, con il sax tenore di Valerio Cosi a definire magnifiche traiettorie...free, appunto. L'impressione di stare in un monastero tibetano invasato di krautrock viene metaforicamente confermata dal pezzo successivo, Making Love In Lhasa, in cui l'immaginario orientale/himalaiano non è soltanto questione di titoli, per quanto fascinosi siano.

Dall'Asia ci si sposta piano piano in direzione ovest, e per la precisione verso il continente africano. Silver Stars And Golden Moon sa di Egitto, di deserto, ed ha una coda ambient con rombo di motore di aereo che fa tanto Music For Airports...

Harmonia Raag prevede un nuovo viaggio verso oriente (?). Appare persino un sitar, mentre il sax dipinge scenari fuori dagli schemi ma non troppo, paesaggi che sono infatti collocati all'interno di cornici fatte di synth e drum-machine, che arrivano ad occupare il proscenio nel finale rumoristico, così come accade nella seguente Hoboland

La piacevole Lovely Blue Cream, forse il brano più tradizionalmente jazz, è preceduta da O Ngoko, intermezzo in cui compare la voce, ad intonare una sorta di mantra.

Interstellar Trane non ha bisogno di grandi commenti, ché già dal titolo rende esplicito l'omaggio a John Coltrane e al suo spazio interstellare, caotico e catartico. Il rischio di perdersi nelle dilatazioni cosmiche di questa musica splendida è forte, ma ci pensano le percussioni tribali di Mozambico a riportarci con i piedi saldamente a terra, e per la precisione in mezzo al viavai caotico e multiforme di un mercato africano.

Il sigillo conclusivo è affidato all'incanto sandersiano di Love Is Everywhere, tutta sax carezzevole e scampanellii, quasi un outtake da Thembi, o da Karma, se preferite.

Un consiglio: provate ad ascoltare questo materiale come se si trattasse di un disco rock, ovvero a volume smodato. Viene giù la casa che è un piacere.

Cavolo, Valerio. Rimango in fiduciosa attesa.

Postato da: SigurRos82 a 14:54 | link | commenti (18)
jazz, john coltrane, valerio cosi, pharoah sanders

The Dangerous Lives Of Italian Boys

 

Toronto Raptors v New York Knicks

NEW YORK - FEBRUARY 20: (L-R) An Italian government official, Italian Ambassador to the U.S. H.E.Giovanni Castellaneta, Danilo Gallinari #8 of the New York Knicks, Andrea Bargnani #7 of the Toronto Raptors and Italian Consul General H.E. Francesco Mario Talo pose together for Italian Heritage night before the game between the New York Knicks and the Toronto Raptors on February 20, 2009 at Madison Square Garden in New York, New York.

Postato da: SigurRos82 a 13:48 | link | commenti (3)
basket, nba , danilo gallinari

lunedì, 23 febbraio 2009
Goin' Back

Draft Morning è uno dei pezzi dei Byrds che preferisco. E' una canzone leggiadra, nel significato byrdsiano e quindi più alto del termine. Notorious Byrd Brothers (1968) poi è un disco fantastico nella sua interezza, con i Nostri ancora invasati di psichedelia, e con una vena che definirei quasi sperimentale (interessanti, in questo senso, anche le outtakes contenute nell'edizione più recente dell'album).

Ecco, ma tornando a bomba...vi è mai capitato di pensare (o di dare quasi per scontato) che ad una canzone con una melodia dolce e un sound delicato dovesse necessariamente corrispondere un testo delicato o, per così dire, lieve?

A me capita spesso, ed è accaduto anche con Draft Morning, prima di prestare attenzione e di leggere il testo:

"Sun warm on my face, I hear you
Down below movin' slow
And it's morning
Take my time this morning, no hurry
To learn to kill and take the will
From unknown faces
Today was the day for action
Leave my bed to kill instead
Why should it happen?"

Chi l'avrebbe mai detto che la mattina della selezione era in realtà il giorno del reclutamento per il Vietnam? Se l'avessi ascoltata con maggiore attenzione avrei forse dato il giusto peso al rumore delle mitraglie e degli spari, che d'un tratto irrompe e stride pesantemente con il languore delle chitarre, del cantato e della base ritmica...

O.T.: non ci posso credereeeeeeee: anche per quest'anno è finita la settimana del supplizio, quella di Sanscemo! Posso stare tranquilla per altri undici mesi e tre settimane, pfui.

Postato da: SigurRos82 a 18:38 | link | commenti (4)
sanscemo, the byrds

giovedì, 12 febbraio 2009
Blue Melody

Tim Buckley - Happy Time

(Late Night Line Up, 1968)

Differente dalla versione contenuta in Works In Progress, nondimeno una delizia.

Postato da: SigurRos82 a 20:18 | link | commenti (2)
tim buckley

mercoledì, 11 febbraio 2009
Hot Stuff

 

In attesa del nuovo lavoro dei Grizzly Bear (attualmente in fase di lavorazione, o almeno SPERO), ho uppato solo per voi, perchè ve vogghio bbbene, quattro pezzi inediti pescati su Stereogum:

 

CLICCA CLICCA PER L'ORSO GRIZZLI

Tracklist:

01. 2 Hud (Live In Boston, 14-08-2008)

02. Fine For Now (Live In Boston, 14-08-2008)

03. Two Weeks (Live On Letterman)

04. While You Wait For The Others (Live At Morning Becomes Eclectic)

Inutile dire che dal vivo sono meravigliosi e che il nuovo materiale sembra molto promettente...

Postato da: SigurRos82 a 15:29 | link | commenti
grizzly bear

domenica, 08 febbraio 2009
Fear & Loathing In...

Buona maledetta domenica a tutti, e ben ritrovati per il consueto bi-tri-quadri-random-mestrale di approfondimento musicale, "Cosa gira nel mio lettore". 

 

Titus Andronicus - The Airing Of Grievances (2008)

Oh, dite quel che volete, ma questo è il disco che più sto ascoltando ultimamente, e il mio lettore Gino ancora non si è lamentato. Rock'n'roll a rotta di collo per questo combo dal New Jersey, che suona con una grinta e un'incazzatura autentiche, mischiando ricordi dylaniani come farebbero dei Two Gallants meno depressi (Joset Of Nazareth Blues), rabbia garage e voce sguaiata a-là Black Lips (My Time Outside The Womb, Arms Against Atrophy), e fascinosi echi combat-folk (ditemi se un pezzo folle e trascinante come Fear And Loathing In Mahwah, NJ non vi fa venire in mente i Pogues...). Potrebbero pure essere degli Okkervil River che suonano garage: sound e fonti di ispirazione differenti con pathos e trasporto molto, molto simili. Una menzione speciale infine per i titoli, che mischiano colto e profano. Di shakespeareiano hanno ben poco, di passionale energia parecchia. Paura e delirio direttamente dal New Jersey.

Lars Horntveth - Kaleidoscopic (2009)

Ne ho già parlato ad inizio anno, quindi non mi ripeto. Sappiate solo che, se continua queste assidue e gradevoli frequentazioni di lettori vari e iPod, lo ritroverete nella famosa classifica finale...

Leggiadro.

 

John Frusciante - The Empyrean (2009)

Sempre sia lodato il fatto che Frusciante abbia tanto estro e soprattutto tanto, tanto tempo libero dai RHCP. Un po' lungo questo concept su morte e spiritualità, un paio di pezzi in meno probabilmente avrebbero giovato. C'è chi lo ha stroncato e chi lo ha osannato, a me sembra semplicemente un buon lavoretto, più che discreto, via. Le vette le raggiunge, a mio parere, quando si lascia trascinare dal suo talento chitarristico, più David Gilmour che Hendrix, soprattutto nelle dilatate e sinuose maree di Dark/Light e Before The Beginning. Anche l'ennesima cover di Song To The Siren di Tim Buckley è in ogni caso sopportabile.

Black Lips - Los Valientes Del Mundo Nuevo (Live, 2007)

Oh, lo so che è sempre solo rock'n'roll, ma i Black Lips mi piacciono da morire. E questa testimonianza live registrata in quel di Tijuana, Messico, nel 2007, non fa che convincermi in modo sempre più deciso. E via, cantiamo tutti insieme, con voce più stonata che mai, "Do you really wanna hold my dirty haaaaaand?", attendendo ansiosi l'uscita del nuovo album, che si preannuncia scoppiettante.

Louis Armstrong & All Stars - New Orleans Nights (Ristampa Verve 2008)

Ma che ve lo dico a fa'? Basin Street Blues, My Bucket's Got A Hole In It, Panama...anche solo il dipinto in copertina rende splendidamente l'idea.

Io l'ho trovato a 5 euri e 90 centesimi alla Feltrinelli, fate vobis...

Adam Payne - Organ (2009)

Un disco della Holy Mountain! Alè! Che strizza!

No dai, in questo caso siamo lontani anni luce dalle derive pipparol-lisergico-rumoristiche di alcune delle band di questa esimia label. Trattasi di tal Adam Payne, leader in libera uscita dagli psichedelicissimi Residual Echoes, che ci regala un album a mio modo di vedere gagliardo e interessante. Una specie di Jim O'Rourke versione deliziosamente pop-rock (più Insignificance che Eureka) con sprazzi di introversione e vaga follia alla Syd Barrett; in alternativa potreste immaginare i Sonic Youth disposti alla cavalcata elettrica che jammano insieme ai Dinosaur Jr. Sei brani, tutti piuttosto consistenti come minutaggio, cangianti e in continuo divenire. Vedremo se terrà i ripetuti ascolti; per il momento è una piacevolissima sorpresa.

Postato da: SigurRos82 a 18:38 | link | commenti (18)
black lips, cosa gira nel mio lettore, lars horntveth, titus andronicus, adam payne

giovedì, 05 febbraio 2009
Everybody Knows...

Neil Young & Crazy Horse - Cinnamon Girl

(Live @ Cow's Palace, 1978)

Uno dei miei pezzi preferiti da cantare a squarciagola sotto la doccia.

...

A dreamer of pictures
I run in the night
You see us together,
chasing the moonlight,
My cinnamon girl.

...

Postato da: SigurRos82 a 17:47 | link | commenti (9)
rocknroll, neil young

martedì, 03 febbraio 2009
The Pigs Of Uranus

 

Pink Fairies - Finland Freakout 1971

(MLP Recordings, 2008)

 

Tomorrow Never Knows
The Snake
Uncle Harry's Last Freakout
Walk Don't Run

 

PAUL RUDOLPH guitar, vocals

DUNCAN SANDERSON bass guitar

RUSSELL HUNTER drums

PRO:

- Le intro ai pezzi: Paul Rudolph ci delizia con espressioni come "Cosmic rock'n'roll number", e "Music from the skies", per fare qualche esempio.

- Praticamente tutto il contenuto musicale, 47 minuti per 4 brani in totale: dalla satura e potente resa di Tomorrow Never Knows al classico del gruppo The Snake, passando per i venti enciclopedici e acidissimi minuti di Uncle Harry's Last Freakout, che stordisce piacevolmente con i suoi riff in divenire e col suo mare magnum di distorsioni, e arrivando sino alla conclusiva Walk Don't Run, che parte forsennata per poi cullarsi su pacifiche onde floydiane che mutano nuovamente in un inevitabile crescendo ritmico-chitarristico.

 

CONTRO:

- La qualità audio è sullo scadente andante (capisco, d'altra parte, che trattasi di registrazione finlandese risalente a quasi 40 anni fa di una band dal sound che più zozzo e distorto non si può).

- Twink non faceva parte della formazione in quel periodo (sebbene debba ammettere che il batterista qui presente pesta con tutto rispetto).

Postato da: SigurRos82 a 18:16 | link | commenti
live, bootleg, oscuro rock acido, pink fairies

The Transfiguration

Sufjan Stevens - You Are The Blood

(Dark Was The Night, 2009)

 

No, purtroppo non è uscito il nuovo disco del menestrello dei 50 stati (). E' comunque un pezzo che ogni fan di Sufjan che possa definirsi tale DEVE/DOVREBBE possedere. Trattasi di cover della già di per sè splendida You Are The Blood dei Castanets (compagni di etichetta del Nostro alla Asthmatic Kitty), cover che subisce il trattamento sufjanico completo: elettronica povera che si trasforma in brano orchestrale, con i fiati a definirne la melodia - se così possiamo chiamarla - principale.

Ah, ovviamente il tutto per una durata alla Majesty Snowbird, cioè una decina di minuti buoni.

N.B.: il pezzo fa parte di Dark Was The Night, compilation doppia della 4AD alla quale ha preso parte una nutrita schiera di artisti di area indie (tra cui Antony, Bon Iver, Yo La Tengo, Andrew Bird, Grizzly Bear, Decemberists, Cat Power, per citarne alcuni), i cui profitti andranno alla Red Hot, organizzazione che si occupa di raccolta fondi e campagne di sensibilizzazione su AIDS/HIV.

Postato da: SigurRos82 a 17:13 | link | commenti
sufjan stevens, castanets