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Nome: FeDz
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Buona maledetta domenica a tutti, e ben ritrovati per il consueto bi-tri-quadri-random-mestrale di approfondimento musicale, "Cosa gira nel mio lettore".
Titus Andronicus - The Airing Of Grievances (2008)
Oh, dite quel che volete, ma questo è il disco che più sto ascoltando ultimamente, e il mio lettore Gino ancora non si è lamentato. Rock'n'roll a rotta di collo per questo combo dal New Jersey, che suona con una grinta e un'incazzatura autentiche, mischiando ricordi dylaniani come farebbero dei Two Gallants meno depressi (Joset Of Nazareth Blues), rabbia garage e voce sguaiata a-là Black Lips (My Time Outside The Womb, Arms Against Atrophy), e fascinosi echi combat-folk (ditemi se un pezzo folle e trascinante come Fear And Loathing In Mahwah, NJ non vi fa venire in mente i Pogues...). Potrebbero pure essere degli Okkervil River che suonano garage: sound e fonti di ispirazione differenti con pathos e trasporto molto, molto simili. Una menzione speciale infine per i titoli, che mischiano colto e profano. Di shakespeareiano hanno ben poco, di passionale energia parecchia. Paura e delirio direttamente dal New Jersey.
Lars Horntveth - Kaleidoscopic (2009)
Ne ho già parlato ad inizio anno, quindi non mi ripeto. Sappiate solo che, se continua queste assidue e gradevoli frequentazioni di lettori vari e iPod, lo ritroverete nella famosa classifica finale...
Leggiadro.
John Frusciante - The Empyrean (2009)
Sempre sia lodato il fatto che Frusciante abbia tanto estro e soprattutto tanto, tanto tempo libero dai RHCP. Un po' lungo questo concept su morte e spiritualità, un paio di pezzi in meno probabilmente avrebbero giovato. C'è chi lo ha stroncato e chi lo ha osannato, a me sembra semplicemente un buon lavoretto, più che discreto, via. Le vette le raggiunge, a mio parere, quando si lascia trascinare dal suo talento chitarristico, più David Gilmour che Hendrix, soprattutto nelle dilatate e sinuose maree di Dark/Light e Before The Beginning. Anche l'ennesima cover di Song To The Siren di Tim Buckley è in ogni caso sopportabile.
Black Lips - Los Valientes Del Mundo Nuevo (Live, 2007)
Oh, lo so che è sempre solo rock'n'roll, ma i Black Lips mi piacciono da morire. E questa testimonianza live registrata in quel di Tijuana, Messico, nel 2007, non fa che convincermi in modo sempre più deciso. E via, cantiamo tutti insieme, con voce più stonata che mai, "Do you really wanna hold my dirty haaaaaand?", attendendo ansiosi l'uscita del nuovo album, che si preannuncia scoppiettante.
Louis Armstrong & All Stars - New Orleans Nights (Ristampa Verve 2008)
Ma che ve lo dico a fa'? Basin Street Blues, My Bucket's Got A Hole In It, Panama...anche solo il dipinto in copertina rende splendidamente l'idea.
Io l'ho trovato a 5 euri e 90 centesimi alla Feltrinelli, fate vobis...

Adam Payne - Organ (2009)
Un disco della Holy Mountain! Alè! Che strizza!
No dai, in questo caso siamo lontani anni luce dalle derive pipparol-lisergico-rumoristiche di alcune delle band di questa esimia label. Trattasi di tal Adam Payne, leader in libera uscita dagli psichedelicissimi Residual Echoes, che ci regala un album a mio modo di vedere gagliardo e interessante. Una specie di Jim O'Rourke versione deliziosamente pop-rock (più Insignificance che Eureka) con sprazzi di introversione e vaga follia alla Syd Barrett; in alternativa potreste immaginare i Sonic Youth disposti alla cavalcata elettrica che jammano insieme ai Dinosaur Jr. Sei brani, tutti piuttosto consistenti come minutaggio, cangianti e in continuo divenire. Vedremo se terrà i ripetuti ascolti; per il momento è una piacevolissima sorpresa.